Belluno nella storia

Già colonia romana della Gallia Transpadana assegnata alla tribù Papiria e compresa nella X Regio d’Augusto (Plinio, Historia naturalis, III, 19), Belluno fu inquadrata nell’ambito della VIII provincia Venetia et Histria, in seguito alla riorganizzazione attuata durante il governo di Diocleziano. Dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente del 476 d. C. e sino all’Anno Mille fu soggetta al dominio prima di Bisanzio e poi di diverse popolazioni barbariche tra i quali gli Eruli e gli Ostrogoti; in seguito fu sculdascia dei Longobardi e dominio dei Franchi e di re Italici.

Dal secolo X fu sede di vescovi ricchi di immunità e giurisdizioni, sia spirituali che temporali, dipendenti dall’autorità degli imperatori di Sassonia, Franconia e Svevia; dal secolo XI vi si affermò, accanto al potere vescovile, il governo comunale grazie allo sviluppo di una classe nobiliare divisa in quattro consorterie (rotoli), rappresentate da altrettanti consoli, cui in prosieguo sovrasterà un podestà annuale forestiero. Durante i secoli XII e XIII parteggià ora per i Comuni ora per l’Impero, specie in ragione degli equilibri interni tra le fazioni guelfa e ghibellina, nonchè delle influenze esterne dei Comuni vicini di maggior grandezza, tra i quali in particolare quello di Treviso. Già nel corso del XIII e sino agli esordi del ‘400 si registrò un progressivo affievolirsi di tale ultimo influsso di Treviso e dei signori Da Camino e l’affermarsi, dal 1322 al 1337, degli Scaligeri. Nel periodo che seguì Belluno vide l’avvicendarsi rapido di varie autorità: Carlo di Lussemburgo dal 1337 al 1342; Ludovico di Brandeburgo dal 1342 al 1346; nuovamente Carlo di Lussemburgo, nel frattempo asceso alla dignità imperiale, dal 1346 al 1361. Vi ebbero poi giurisdizione e potere i Da Carrara, signori di Padova, con Francesco il Vecchio (1361 – 1373); per un breve intervallo dal 1373 al 1386 il duca d’Austria Leopoldo d’Absburgo; nuovamente i Da Carrara con Francesco Novello (1386 – 1388); indi i Visconti di Milano con Gian Galeazzo (1388 – 1402), alla morte del quale si ebbe la reggenza della di lui vedova, tutrice dei pupilli Giovanni Maria e Filippo Maria sino al 1404.

Risale a tale ultima data l’affermazione del governo della Repubblica di Venezia (I. dedizione del 28 aprile 1404), che interrotto nel 1411 dall’instaurarsi del potere imperiale di Sigismondo d’Ungheria, fu ristabilito nel 1420 (II dedizione del 6 luglio 1420) e si mantenne sostanzialmente sino al 1797, termine dell’ancien regime: il breve intervallo di Agnadello (1509 – 1511) non è in grado infatti di mutare il quadro della sostanziale continuità impresso alle istituzioni locali dal Serenissimo governo.

Dopo Campoformio (17 ottobre 1797) si succedettero nel giro di pochi anni governi austriaci e francesi: già con decreto del 16 giugno 1797 Belluno era divenuta capoluogo di un circondario comprendente anche i territori del Cadore e di Feltre precedentemente staccati ed amministrati separatamente; in seguito capitale del Circolo austriaco dal 1797 al 1805, quindi, con la creazione del Regno d’Italia napoleonico, capoluogo del Dipartimento della Piave (1805 – 1813), con breve parentesi austriaca durante il 1809.

Nel 1813, con la disfatta napoleonica, si instaurò nuovamente l’amministrazione austriaca e dal 1815 al 1866 la Città, elevata dal 1816 al rango di Città regia, fu capoluogo di provincia nell’ambito del regno Lombardo-Veneto: in questo lungo periodo si ebbe la sola parentesi risorgimentale della primavera del 1848, conclusasi l’anno successivo con la Restaurazione austriaca.

Con il 1866 Belluno entrò a far parte del Regno d’Italia di casa Savoia e dell’Italia unificata seguì le sorti subendo tuttavia ancora, durante i due conflitti mondiali, due invasioni, che ebbero conseguenze anche sull’assetto istituzionale: fu occupata per circa un anno dopo Caporetto dalle truppe austriache (ottobre 1917 – novembre 1918) mentre il governo municipale si trasferì sino al termine del conflitto nella sede extraterritoriale di Pistoia; durante la Seconda guerra mondiale fu inclusa dal 1943 nell’Alpenvorland del Terzo Reich assieme a Trento e Bolzano. Per l’intensa attività antitedesca delle brigate partigiane locali, Belluno fu insignita di medaglia d’oro al valor militare.