Damiano Miari-Fulcis

Esponente di uno dei più antichi nobili lignaggi bellunesi, Damiano Miari-Fulcis (1895-1926) fu un valoroso pilota dell’aeronautica militare inquadrato nelle squadriglie di guerra durante il primo conflitto mondiale, pilota di un nuovo tipo di biplano da ricognizione e bombardamento prodotto dall’italiana Ansaldo, denominato S.V.A. (dai progettisti ingg. Savoia, Verduzio e Ansaldo).1

Damiano Miari-Fulcis ebbe dal 17 gennaio 1918 compiti di ricognizione delle zone nemiche occupate dopo Caporetto, voli che gli valsero prima una medaglia di bronzo, giusta Regio Decreto del 1 febbraio 1920: Sottotenente di complemento, Corpo aeronautico militare, 4a sezione S.V.A.: ottimo ed ardito pilota osservatore, compiva brillantemente numerosi, difficili e lontani voli di guerra. Attaccato da apparecchi nemici nel cielo di Santa Croce, mentre eseguiva una importante serie fotografica, si difendeva valorosamente e si manteneva sull’obiettivo fino a compito ultimato. Più volte, in difficili condizioni atmosferiche, noncurante dell’intenso tiro antiaereo e di fucileria avversaria, si portava a bassa quota per mitragliare le fanterie nemiche, tornando con l’apparecchio colpito in più parti, e dando così costante esempio di alto sentimento del dovere. – Cielo di Santa Croce, 1 maggio; 15-20 giugno 1918.


Fu altresì decorato di medaglia d’argento, giusta Regio Decreto 2 giugno 1921, con questa motivazione: Sottotenente di complemento 56ma squadriglia aeroplani S.V.A; arditissimo pilota di aeroplano, compì numerosi, lungi e pericolosi voli sul nemico, spesso in condizioni atmosferiche avverse. Incurante di sé, con sereno sprezzo del pericolo mitragliò e bombardò colonne e campi d’aviazione a bassa quota tornando spesso coll’apparecchio colpito in parti vitali. Dalle audaci sue ricognizioni riportò esatte e preziose notizie, raccolte indugiandosi sulle località da osservare, noncurante del fuoco antiaereo e degli attacchi nemici che affrontò animosamente. Il 29 settembre 1918 incaricato di una lunga ricognizione fotografica, attaccava con mirabile risolutezza tre apparecchi avversari e dopo violento combattimento ne abbatteva uno e costringeva gli altri due ad atterrare, portando così a termine il difficile compito affidatogli. – Cielo del Piave e del Tagliamento, settembre – 4 novembre 1918.

1Questa nota è tratta in gran parte da: Ferruccio Vendramini, Damiano Miari-Fulcis, un pilota bellunese nella Grande Guerra, in “Protagonisti” n. 52 (1993), pp. 31- 42.